Prossima fermata Conegliano. Alcuni passeggeri si preparano alla discesa. Come ogni domenica pomeriggio prendo il treno regionale veloce 2454 Venezia -Udine torno a Pordenone per iniziare una nuova settimana di lavoro e aspettare il venerdì sera per ripartire e vedere il mio fidanzato e i miei amici.

Quelli come me li chiamano i pendolari del weekend: la vita scandita da orari dei treni, coincidenze. Per due giorni si vive in un’altra città per poi ritornare alla routine quotidiana. Qual è la la vita del pendolare del weekend? Quella del sabato e domenica o quella della settimana?

Una donna sulla sessantina, rossetto rosso fragola, capelli biondo canarino corti e sparati in aria come spaghetti, sale e si siede davanti a me. “Buongiorno” mi dice educatamente. Rimango quasi stupita da questo gesto cortese, non capita spesso ad un pendolare del weekend.

Dove starà andando? Ha in mano un enorme mazzo di peonie bianche e rose che tiene come se fosse un tesoro. Sarà un regalo di qualche amante? O forse un regalo per qualche amica che sta andando a trovare?
Mentre fantastico sulla sua storia appassionata, squilla il telefono. “Ciao, sto per arrivare a Pordenone. Sto andando al cimitero a portare i fiori a mio padre. Non ho l’ombrello, pazienza.” Svelato il mistero. Continuo ad ascoltare in sottofondo la sua telefonata guardando fuori dal finestrino i grossi nuvoloni neri che arrivano dalle montagne. Nemmeno io ho l’ombrello.

“Vorrei andare a Firenze questo weekend a trovare mio figlio. Sai, ci sono anche i saldi”. L’umore cambia improvvisamente. E’ lo stesso umore ed entusiasmo che provo quando parto per la mia vita del fine settimana. La mia attenzione finisce sulla sua borsa, che sbuca dal grande mazzo di rose. E’ un bauletto dai colori sgargianti, rosso fragola e giallo canarino. Nel lato più lungo è rappresentata una casa con in rilievo un cesto di frutta, un vestito e tanti piccoli oggetti. Sembra una di quelle borse che avevo da bambina. Sulla tasca laterale si affacciano tra fiori rossi e gialli le sagome di due persone innamorate che si guardano negli occhi.

Prossima fermata Pordenone. Ci alziamo entrambe, lei mi tiene gentilmente la porta per farmi passare. Scendo dal treno. Per me è come andare al cimitero, ma ci sarà presto una destinazione Firenze che non dovrà però durare un solo weekend.

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