“Adesso vi porto a visitare la sezione Air Cargo e vi farò vedere il lo stand più folle che abbiamo mai avuto” – concluse la Project Manager di Transport Logistic 2017 al termine della nostra visita in fiera.

Le classiche proposte di allestimenti fieristici prevedono solitamente pareti in pvc finemente graficate, tavolini per meeting, reception per l’accoglienza, brochure informative e  scaffali per poter riporre i prodotti.  Qualche azienda propone questi arredi in maniera più o meno creativa: stand a due piani per emergere tra la moltitudine di stand della concorrenza, immagini d’impatto, tavolini meeting ancorati sulla sabbia e non sul pavimento.

In effetti la Project Manager di Transport  Logistic di Messe München aveva ragione, nella sezione Air Cargo di Transport Logistic c’era uno stand fieristico innovativo che si differenziava dagli altri: nessun tavolino per i meeting, nessuna brochure informativa, nessuna reception, nessun prodotto esposto.

Qualcuno potrebbe chiedersi: come fa uno stand a non avere questi arredi ad una fiera professionale? come fa un’azienda ad esporre un prodotto? come accoglie i clienti?

Lì davanti a noi c’era un bar, in un angolo un palcoscenico con strumenti musicali pronti per essere suonati da esperti musicisti per coinvolgere i visitatori professionali e pareti ricche di nomi delle più disparate città del mondo delimitavano lo stand. Questo era l’allestimento di Virgin Atlantic Cargo ad una fiera professionale.

In questo caso l’allestimento fieristico rispecchia i valori del brand del gruppo: proporre un’unica ed eccezionale esperienza per il cliente.

Virgin Group è un gruppo che opera in diversi settori, bancario, entertainment, fitness, comunicazione e viaggi. I valori che tengono uniti questi settori diversi tra loro sono: fornire un servizio sincero, sorprendere, incuriosire e creare “smart disruption”.

Il messaggio che Virgin voleva tramettere con quel tipo dei allestimentoanche il nostro cliente professionale o il nostro fornitore vive con noi un’esperienza unica.

 

Per lavoro ho visitato diverse fiere  B2B, B2C di vari settori, ma questa è stata la prima ed unica volta (fino ad oggi) che ho visitato uno stand che aveva come obiettivo quello di proporre il brand e non il semplice prodotto o uno spazio meeting.

Esperienza e differenziarsi dalla concorrenza: queste sono le parole chiave che un’azienda che decide di partecipare come espositore ad una fiera dovrebbe tenere a mente.

Rendilo semplice. Rendilo memorabile. Rendilo invitante da guardare.
(Leo Burnett)

La manifestazione fieristica è un po’ come facebook, ma offline: una piattaforma, i padiglioni, dove le pagine aziendali sono gli stand fisici. L’azienda espositrice deve decidere che campagna mettere in atto per ogni fiera a cui partecipa.

Meglio una campagna brand per far conoscere i valori dell’azienda? Meglio una campagna di prodotto? Oppure una campagna promozionale?

A seconda del tipo di fiera, di area geografica e di target di visitatori, l’azienda deve saper proporsi in modo adeguato, attirare il visitatore e rimanere impresso. Per fare ciò è necessario pianificare e programmare la partecipazione ad un evento e pensare “out of the box”.  

 

Tavolini, sedie e stand a due piani per  attirare il visitatore e differenziarsi hanno sempre e comunque senso?

Mentre prima la fiera era l’unico momento in cui poter incontrare e conoscere aziende e clienti, oggi basta un’email,  un sito internet o un volo low cost.

La fiera oggi è un evento:  un momento di incontro con il proprio target di riferimento che permette di costruire nuovi contatti, consolidare quelli esistenti creando relazioni one-to-one.

L’obiettivo della partecipazione ad una fiera come espositore è quello di far parlare di sè prima dell’evento, durante l’evento e dopo l’evento, online e offline.

Per questo per rendere la tua partecipazione memorabile,  conta di più l’esperienza anche all’interno dello stand che i metri quadrati.

 

 

 

 

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#Multipotenziale Nel 🌎 del #Marketing & #eventi Curiosità e viaggi nel dna. 🇮🇹: 50% veneta, 50% pugliese. Ora a Pordenone. E domani?

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