Articolo citato da la Repubblica

Esistono diversi tipi di stazioni.  Le grandi stazioni sono le più imponenti e sono situate nei centri delle grandi città. I servizi standard sono presenti in abbondanza: diverse biglietterie classiche con l'addetto allo sportello,  macchinette self service sparse in ogni angolo e tabelloni che indicano gli arrivi e le partenze dei treni. Le grandi stazioni sono di solito dotate di sale d’aspetto o di sedili sparsi ai binari, comodi ascensori e scale. Il numero dei binari delle grandi stazione può variare da 11 a 14. Le grandi stazioni ospitano anche due o tre bar, negozi di moda, almeno un mini supermercato e l’immancabile edicola. Nelle grandi stazioni, oltre al rumore del via vai dei treni, il viaggiatore è costantemente aggiornato sugli arrivi e partenze dalla voce dello speaker.

Arrivi e partenze #viaggiare #milano

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Passiamo alle medie stazioni: vogliono imitare le grandi stazioni. Offrono gli stessi servizi anche se in numero più ridotto.

Ci sono poi le piccole stazioni, spesso situate in luoghi lontani dai paesi da cui prendono il nome e accolgono i pendolari giornalieri. Il numero dei binari è ridotto, dai 3 ai 4. Ospitano spesso un edificio chiuso e abbandonato che in passato accoglieva i viaggiatori e il capo stazione.  Nei casi più fortunati c’è una biglietteria self service, in altri casi il biglietto lo devi aver già acquistato. Non ci sono servizi accessori come ascensori, negozi, bar. Un piccolo schermo che indica arrivi e partenze è comunque presente. Lo speaker qui non è ancora stato arrivato, forse perché i treni qui sono poco frequenti. Le piccole stazioni sono dotate spesso di parcheggio, un lusso che spesso le grandi e medie stazioni non possono permettersi.

La stazione di Ghiare di Berceto

Quando stavo preparando la mia vacanza estiva con discesa alla stazione Ghiare di Berceto, una frazione di 240 abitanti sulla linea Parma - La Spezia, ho subito ipotizzato che la stazione sarebbe sicuramente rientrata in quest’ultima categoria.

Dal treno regionale veloce delle ore 13.07, scendono due persone, tra cui io e la mia valigia di 20kg. Il treno si allontana e lascia spazio al silenzio delle montagne dell’Appennino, i binari sono vuoti. “Come pensavo” esclamo, “non si sono ascensori, non c’è il bar, non ci sono persone, non c’è niente”.  Mentre mi accingo a raggiungere il primo binario, scopro, però, che la mancanza dei servizi è solo apparente. Il viaggiatore può usufruire, infatti, di un servizio articolato di rampe che collegano i binari e assolvono la stessa funzione dell’ascensore anche se in maniera più ecologica e economica in termini di dispendio di energia elettrica e manutenzione.  Non c’è il bar nella stazione di Ghiare di Berceto. Scopro poi che il bar è nella piazza del paese, dall’altra parte della strada. Il bar è anche una tabaccheria, un salumificio e il luogo perfetto dove incontrare le persone del paese.

Arrivata al primo binario vedo il classico tabellone con gli orari, una macchinetta per convalidare il biglietto e un edificio abbandonato come in ogni piccola stazione.

Mi stavo ormai adagiando all’idea che avevo prima della partenza e cioè di essere in una piccola stazione abbandonata, quando scorgo un cartello giallo attaccato alla porta dell’edificio all’apparenza abbandonato. La scritta sembra fatta da un bambino: delle lettere colorate e di font diversi, sono attaccate come un collage su un foglio giallo e compongono la scritta “Biblioteca di Ghiare di Berceto.”

Una stazione senza biglietteria, ma con la biblioteca?” Penso spaesata. Entro per vedere se quello che c’è scritto corrisponde alla realtà.

Vengo accolta da una piccola stanza che ospita ordinati scaffali pieni libri, sul lato sinistro una panca di legno, riciclata dalla vecchia sala d’aspetto della stazione e sul muro alcune foto vintage di treni a vapore. I libri sono così tanti che cassette di frutta di altre regioni diventano utili contenitori. Attaccato ad un muro un calendario con posizionata correttamente la pagina del mese corrente, segno dell'attenzione di un custode invisibile ma premuroso. Un altro foglio, appeso ad uno scaffale, segnala la regola della biblioteca: “prendi un libro e quando finisci di leggerlo, riportalo”. Una bacheca sul fondo piena di avvisi per i viaggiatori mi ricorda che siamo in una stazione.

Non è come pensavo, la piccola stazione di Ghiare di Berceto non è abbandonata”. Il senso di desolazione che ho provato scendendo dal treno è svanito: la stazione è viva grazie a quella piccola biblioteca ordinata e accogliente che ogni giorno qualcuno apre e fa sentire meno soli quei pochi attenti viaggiatori che hanno la fortuna di incontrarla, per caso, nel loro viaggio.

Ci sono le grandi stazioni, le medie stazioni, le piccole stazioni e poi c’è la stazione di Ghiare di Berceto con la sua biblioteca, aperta anche a Ferragosto.

 

 

 

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2 comments

  1. Comment by Francesco Beltrame

    Francesco Beltrame Reply marzo 4, 2018 at 12:04 pm

    Bellissima realtà, stazione ferroviaria di un luogo che non riuscii a raggiungere, stazione di un amore intensamente vissuto.

  2. Comment by Tommaso Aversa

    Tommaso Aversa Reply marzo 5, 2018 at 6:55 pm

    Più di 4 libri per abitante,
    e il bar/salumeria di fronte!
    Da trasferirsi in massa
    (almeno fino a 760!
    Sig. Francesco, è meglio
    che trovare le sorgenti
    del Mississippi!

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